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La difficile situazione dell’industria del vino argentina è stata confermata qualche mese fa dai dati dell’Instituto Nacional de Vitivinicultura (INV) sui consumi 2015, stabili su un 2014 che aveva fatto tuttavia registrare un consistente calo sull’anno precedente (ne avevamo parlato qui). A ciò si aggiungano le cattive notizie sulla vendemmia da poco terminata, definita da alcuni osservatori la peggiore di sempre (si veda in merito qui). In questo contesto si inserisce una particolare situazione del mercato che interessa le vendite di vino in cartone: il tetra brik (utilizzato soprattutto per confezionare vino di scarsa qualità? da un lato, e il bag in box dall’altro. Per entrare nella questione, vediamo e mettiamo a confronto i dati sui consumi dei primi tre mesi dell’anno del vino in tetra brik (fonte INV) con quelli del vino in bag in box, diffusi dal portale di notizie economiche argentino iProfessional seguendo le statistiche dell’Observatorio Vitivinícola Argentino. Secondo l’Instituto Nacional de Vitivinicultura il vino in tetrabrik vale oggi circa il 42% dei consumi interni; si tratta dunque di una tipologia particolarmente popolare e che muove una grande quantità di vino, soprattutto di bassa qualità. Nei primi tre mesi del 2016 le vendite di vino in tetra brik sono notevolmente calate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il calo percentuale è stato calcolato nel 12,3% circa, per vendite totali pari a 940mila ettolitri in tre mesi, quando nello stesso periodo del 2015 erano state raggiunte vendite di vino in brik per 1,08 milioni di ettolitri (si tratta dunque di un calo pari a circa 130mila ettolitri). Si aggiunga che il mercato del vino così confezionato è molto concentrato ed è appannaggio soprattutto di tre grandi attori: le cooperative di produttori Fecovita, Penaflor e RPB. Se la popolarità del tetrabrik è in calo (e su questi consumi incide la situazione economica del paese), quella del vino in bag in box è invece in forte crescita. L’Osservatori Vitivinícola Argentino ha tracciato per il vino in B-i-B vendite nel mercato interno per circa 4.080 ettolitri nei soli primi tre mesi del 2016, il +180% rispetto allo stesso periodo del 2015. La crescita di questa tipologia di confezionamento, utilizzata anche per vino di qualità (diversamente dal tetra brik), è ancora più evidente se si guardano i dati delle vendite degli anni passati. Nel 2015 sono stati raggiunti quasi 32.300 ettolitri, l’anno precedente (2014) solo 2.255 ettolitri (in un anno dunque poco più della metà di quanto già venduto nei primi tre mesi del 2016), e nel 2013 appena 364 ettolitri. Chiaramente questo consistente aumento delle vendite è frutto anche della maggiore offerta al consumatore e quindi della scelta da parte dei produttori di puntare oggi sul bag in box.

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